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Nina Ricci: la maison che filtra il passato con l’umorismo

07 . 10 . 2019 di Redazione
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Quella di Nina Ricci è la storia di una famiglia, in cui madre e figlio hanno collaborato per raggiungere il successo, riuscendo a guidare il brand attraverso un secolo.

La stilista fondò la sua casa di moda nel 1932, in Rue des Capucines, 20, a Parigi. A lei si affidavano le attrici, le dame e le ragazze per gli abiti da debuttanti, i vestiti da festa e gli abiti da sposa che univano dettagli raffinati a tessuti ricercati. Nina Ricci era nota anche per il suo metodo: non adottava il classico sistema degli schizzi, ma preferiva modellare i capi direttamente sul manichino, per poi procedere con il prototipo in laboratorio.

La svolta vera arrivò quando il figlio Robert, ormai 27enne, con alle spalle studi pubblicitari e di economia, decise di portare l’impresa a un altro livello. Fu lui a inserire nei piani commerciali della maison i profumi, che poi ne decretarono il successo. La prima fragranza fu il ‘Cœur-Joie’ nel 1941, ma quella che davvero divenne iconica fu ‘L’Air du Temps’, complice anche il packaging particolare caratterizzato da un tappo decorato con due colombe di cristallo.

La maison nel tempo ha subito molti cambiamenti, a partire dai direttori artistici che ne hanno guidato le fila e le creatività, come Jules-François Crahay nel 1954 e Gérard Pipart nel ‘64. Quest’ultimo è rimasto al timone del marchio per oltre 30 anni e ha il merito di essere riuscito a stare al passo con i tempi proponendo codici e universi sempre nuovi. A partire dal 1998 Nina Ricci cambiò la sua storica sede e si trasferì in Avenue Montaigne 39, in seguito all’acquisizione del gruppo spagnolo PUIG. Nel 2009 a essere designato creativo fu Peter Copping. A lui si deve una ricerca sui modelli, sui colori e sulle tonalità polverose che hanno aggiunto una iper-femminilità spontanea e quasi magica alla tradizione della maison. Nel 2015 Guillaume Henry, a partire dalla stagione Autunno Inverno 2015 2016, ha cambiato il registro con una nota forte e sensuale grazie a ispirazioni militari e provenienti dal mondo utility.

Dal 2018 alla direzione artistica ci sono Rushemy Botter e Lisi Herrebrugh, noti per il loro approccio poetico e giocoso al ready-to-wear che guarda al passato ma in una chiave fresca e umoristica. A loro è stata subito affidata la collezione Primavera Estate 2020 che rappresenta la sintesi perfetta della visione dei due fashion designer. I modelli sono avvolti da una sognante atmosfera nostalgica e celebrano il passato della maison puntando alla contemporaneità. Ci sono le camicette, gli abiti in organza con le maniche a palloncino, i colletti rotondi dal sapore rétro. Tra i capi spiccano gli spettacolari mini dress con ruches e quelli plissettati: vere e proprie sculture di tessuto. Centrale nella collezione anche il tema floreale, sotto forma di energiche stampe o in versione 3D.

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