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Happy unconventional mother’s day!

08 . 05 . 2018 di Daniela Farnese, Uli Knörzer

È arrivato il momento delle mamme! Dai pancioni sfoggiati con orgoglio in passerella, alle foto insieme ai piccoli condivise sui social network, dai manuali di self-help alle serie TV, la maternità è diventata di tendenza.

Abbandonato il ruolo (decisamente troppo stretto) di angeli del focolare, abbiamo iniziato a scegliere se, quando e come avere figli, nel rispetto dei nostri tempi, delle nostre ambizioni e dei nostri desideri. E quanto più personale e intima è diventata la nostra genitorialità, tanto più il suo impatto è diventato pubblico.
Abbiamo raggiunto due grandi traguardi, rimanere donne con una nostra personalità, pur essendo mamme, e riuscire a crescere i figli nel modo che preferiamo, ma le battaglie da combattere per ottenere servizi, sussidi, maggior aiuto è retribuzione più equa sono ancora molte.

Al passo con i nostri tempi, sempre di corsa e piene di impegni, stiamo diventando un po’ tutte unconventional moms, mamme che non rinuncerebbero mai al loro lavoro, che continuano a uscire con le amiche, che girano il mondo insieme ai figli, che lasciano la libertà ai bambini di esprimere le loro inclinazioni artistiche, che non seguono alla lettera i manuali di puericultura, che inventano regole casalinghe tutte loro.

La perfezione non esiste e ognuna di noi deve sentirsi libera e felice di vivere la propria maternità come crede, ispirandosi, magari, ai modelli più tradizionali del passato, ma senza farsi travolgere dall’ansia da prestazione. E se essere felici di fare le mamme a modo nostro, non costrette a seguire troppe rigide consuetudini fosse la condizione ideale per creare dei cittadini migliori? Abbiamo chiesto a tre mamme VIP, donne popolari, creative, attive sui social network e realizzate nella loro professione, di raccontarci il loro modo di vivere la maternità, il loro rapporto con i figli, l’equilibrio tra la vita pubblica e la vita familiare. Le loro risposte lo confermano: non esiste una formula ideale da seguire per diventare brave madri, ma solo il nostro personalissimo modo di amare e crescere i nostri figli.

Wilma Faissol Facchinetti, nata in Brasile e di origini libanesi, è modella, fashion blogger ed esperta di comunicazione e pubbliche relazioni. Seguitissima sui social network, ama raccontare la vita insieme ai suoi tre figli Charlotte, Leone e Lavinia e a suo marito, Francesco Facchinetti.

Chiara Maci, food blogger, imprenditrice e presentatrice tv, è una vera autorità in fatto di ricette sul web. Madre di Bianca, ha da poco partorito Andrea, piccolo nato dalla relazione con lo chef Filippo La Mantia.

Alessia Gazzola, medico legale e scrittrice, è autrice di romanzi di enorme successo, tradotti in diverse lingue e da cui è stata tratta un’amatissima fiction Rai. Siciliana, vive a Verona con il marito e le sue due figlie Eloisa e Bianca.

Wilma Faissol Facchinetti
Diventare madre quanto ha cambiato Wilma?

Tanto, in ogni aspetto. Loro mi hanno reso una persona migliore perché devo dare l’esempio, insegnare, prepararli, quindi devo cercare di essere la migliore versione di me stessa. Sono più paziente, saggia, responsabile e affidabile. Una cosa buffa che mi è successa dopo che sono diventata madre è che non riesco più a sciare velocemente come prima, ho paura di farmi male! Prima prendevo più rischi, cambiavo paese, nuotavo con gli squali… oggi al massimo li accompagno nelle giostre al parco giochi, ma sempre controllando le cinture di sicurezza come una pazza! Non riesco neanche a tenere il cellulare in silenzioso quando sono fuori, devo essere sempre raggiungibile.

Ti senti più una madre tradizionale o una unconventional?

Credo di essere una via di mezzo. Ho le mie regole che vanno assolutamente rispettate, ma gli spiego sempre il motivo per cui le devono seguire. Parlo loro con rispetto e chiarezza e non sono favorevole a urla e sculacciate. Questa cosa non succedeva spesso nelle generazioni precedenti: la trasparenza e l’amicizia tra genitore e figlio.

Dedizione e passione, ma anche sacrifici e rinunce: credi che essere una donna in carriera, con una soddisfacente vita professionale, sia da esempio per i tuoi figli?

Credo che una mamma per dare l’esempio debba essere una mamma soddisfatta. Ci sono quelle che vogliono – e possono permettersi – di fare le mamme e casalinghe a tempo pieno (che è comunque una carriera, anche se non riconosciuta e apprezzata) e sono felici così. Ce ne sono altre che, o per necessità o per soddisfazione personale, hanno bisogno di avere una carriera. In questo caso bisogna fare dei compromessi, è molto difficile riuscire a fare tutto in 24 ore: figli, marito, casa, lavoro, ma anche tempo per noi stesse. Ognuna deve cercare di trovare il proprio equilibrio. Personalmente per essere soddisfatta devo lavorare, produrre qualcosa, poter essere indipendente economicamente, ed è questo che vorrei dare come esempio ai miei figli.

Happy Easter 🐰 ❤️ #thefacchinettis #kids #family #love #happyeaster

Un post condiviso da Wilma Faissol Facchinetti (@ladyfacchinetti) in data:

Qual è la cosa che ami di più della maternità e quale quella di cui faresti a meno?

Amo la maternità con tutte le sue sfumature, soprattutto quando mi cercano per fargli delle coccole! Stamattina ho lasciato mio figlio a scuola e lui è tornato indietro perché era entrato nella classe senza salutarmi con un bacio. Non impazzisco per mettere i piccoli a letto la sera, perché hanno ereditato l’iperattività del papà, quindi è un’impresa farli addormentare. Quando Francesco è a casa, lascio a lui questa attività molto volentieri. Ci sono però altre cose che non rifarei, se tornassi indietro. Una è rimanere male per tanto tempo per non aver potuto allattare l’ultima bimba. Avevo poco latte e mi sentivo un fallimento, imbarazzata… mi sono torturata con questi pensieri.

Tutti sembrano sempre pronti a spiegare come educare e crescere i figli degli altri, soprattutto su internet: ci dai un consiglio su come evitare “i maestri di vita”?

Questa è la peggior parte della maternità. Io ascolto i consigli con pazienza perché so che chi li dà prova una forma di nostalgia, cerca di riciclare il passato eliminando i propri errori. Credo però che una madre abbia degli istinti che sono più potenti di qualsiasi cosa, quindi alla fine dobbiamo silenziare le voci dell’incertezza e ascoltare noi stesse. Ho già seguito molti consigli e ne ho rifiutati molti di più. Si impara con la pratica.

Figli e social network: favorevole o contraria ai contenuti con i bambini?

Credo che ognuno possa fare quello che vuole, con buon senso e rispetto.

Sei mamma di un figlio maschio e di due figlie femmine. Quale messaggio vorresti lasciare all'uno e alle altre per renderli adulti migliori?

Che sono uguali, hanno gli stessi diritti e responsabilità. Che, anche se il mondo in cui vivono non lo ha ancora capito, una donna può pilotare un aereo, giocare a pallone, o dirigere un’azienda. Che un uomo può essere fragile, può piangere, senza nulla togliere. Che le virtù per essere una persona migliore – la grinta, tolleranza, rispetto, umiltà – valgono per tutti.

Chiara Maci
Diventare madre quanto ha cambiato Chiara?

La maternità ti cambia totalmente. Il lavoro era la mia priorità e i viaggi soddisfacevano la voglia di cambiare, di andare altrove, di ricominciare. Oggi la voglia più grande è quella di tornare, di fermarsi. Con loro. Oggi sono cambiati i ritmi, la regolarità dei tempi, gli impegni. Diventare madre ha spostato l’attenzione da me stessa concentrandola su di loro, in toto.

Ti senti più una madre tradizionale o una unconventional?

In realtà tendo a volermi sentire non convenzionale ma credo, anche per le mie origini e per come sono stata educata, di essere una mamma tradizionale. Di quelle che dice che il lavoro è importante e vuole dare la stessa rilevanza a tutto ma nella realtà non vede l’ora di tornare a casa e stare con i figli. Cerco di educarli come i miei genitori hanno fatto con me, con qualche bonus in più 🙂 non sono poi così severa!

Dedizione e passione, ma anche sacrifici e rinunce: credi che essere una donna in carriera, con una soddisfacente vita professionale, sia da esempio per i tuoi figli?

Lo spero. La fatica è tanta e molte volte siamo proprio noi donne a voler essere un po’ “wonder woman” anche quando non è espressamente richiesto. Non lo dobbiamo essere sempre e per forza. Ogni tanto dovremmo prenderci e dedicarci del tempo per noi e soprattutto cercare di essere di esempio per i figli. Essere una mamma felice e soddisfatta credo sia il modo per essere al meglio con loro, qualsiasi sia la personale modalità di ogni donna per esserlo. Io nel mio cerco tutti i giorni di far combaciare un lavoro che amo follemente con la mia famiglia. Nulla ha peso davanti alla felicità dei figli.

Un post condiviso da Chiara Maci (@chiarainpentola) in data:

Qual è la cosa che ami di più della maternità e quale quella di cui faresti a meno?

La cosa che amo di più è l’amore incondizionato che riesci a provare quando diventi madre. E’ una cosa che non si può spiegare e può capire solo una madre, è come se il cuore si riempisse di qualcosa mai provato prima, all’ennesima potenza. Quella di cui farei volentieri a meno è la fatica, quella delle notti insonni per esempio. Non a caso, quelle da due mesi a oggi…

Tutti sembrano sempre pronti a spiegare come educare e crescere i figli degli altri, soprattutto su internet: ci dai un consiglio su come evitare “i maestri di vita”?

Io credo ci sia più una categoria, quella delle madri, tremendamente portata alla critica e al consiglio necessario. Purtroppo quando si diventa madre si tende un po’ a voler sempre insegnare agli altri come si fa a crescere un figlio e non c’è cosa più sbagliata. Ognuno deve rapportarsi con la propria vita, i propri sentimenti e i propri figli. Ogni bambino è diverso dall’altro e anche ogni madre. Io non ho mai seguito i consigli di nessuno se non quelli dettati dalle esigenze dei miei figli e quelli di mia madre, ogni tanto… Bisogna seguire i loro ritmi senza mai dimenticare che siamo donne, possiamo sbagliare e dobbiamo rispettare anche noi stesse e non essere solamente mamme.

Figli e social network: favorevole o contraria ai contenuti con i bambini?

Credo che i social ormai facciano parte della nostra vita e della nostra quotidianità e ognuno sceglie quanto esporre di se stesso e delle proprie giornate. Bianca è stata ed è la parte fondamentale della mia vita, il mio tutto, e inevitabilmente ho condiviso con i miei follower le mie gioie e a volte i miei momenti no. L’ho fatto però attraverso un dettaglio della piccola: la mano, il piedino, lei di schiena. Non amo mostrare il volto, però. Credo vada rispettata la loro identità.

Sei mamma di un figlio maschio e di una figlia femmina. Quale messaggio vorresti lasciare all'uno e all'altra per renderli adulti migliori?

Vorrei imparassero il rispetto. Per gli uomini, per le donne, per se stessi, per la vita. Vorrei imparassero a rispettare il proprio cuore e le loro scelte di vita. Vorrei crescessero liberi, vorrei seguissero l’istinto tanto quanto la ragione, vorrei vivessero senza costrizioni mentali, senza schemi, ma con valori saldi per aiutarli nel percorso della vita. Mi sento addosso una responsabilità maggiore nell’educare un figlio maschio, ma in realtà credo che non ci sia alcuna differenza quando i valori vengono trasmessi nel modo giusto.

Alessia Gazzola
Diventare madre quanto ha cambiato Alessia?

Direi che l’ha stravolta! Ha spostato il baricentro e ha mutato radicalmente il mio approccio con la vita, perché ha messo al centro riflessioni, paure e gioie che riguardano le mie due bambine, ancora prima che me stessa. Quello che mi piace è rimasto uguale, ma non quello che mi spaventa.

Ti senti più una madre tradizionale o una unconventional?

Mi sento molto tradizionale. Ho avuto modelli positivi e a quelli mi riferisco. La mamma perfetta non esiste e per prima cosa bisognerebbe scrollarsi l’ansia da prestazione. Accettare la stanchezza, l’imperfezione, anche i nervi che saltano. Trovare un equilibrio e offrire quello al proprio bambino. E ricordare che è la qualità del tempo che si trascorre insieme a essere importante.

Dedizione e passione, ma anche sacrifici e rinunce: credi che essere una donna in carriera, con una soddisfacente vita professionale, sia da esempio per le tue figlie?

Credo che sia importante insegnare il valore del sacrificio, altrimenti penseranno che sia semplice ottenere quello che si vuole, quando invece da adulti tutti scopriamo che è il contrario. Vorrei però insegnare loro a non prendersi troppo sul serio, perché il lavoro è importante per dar valore allo sforzo, ma non deve diventare la priorità, altrimenti ti perdi tante altre cose.

Qual è la cosa che ami di più della maternità e quale quella di cui faresti a meno?

Amo la condivisione reciproca, perché attraverso il gioco con loro si torna un po’ bambini. D’altra parte è bello mostrare alle bambine quello che piace a me e vedere che piace anche a loro; e se non piace, capire il perché. È molto stimolante.

Farei a meno del senso di colpa che provo se devo lasciarle per qualche giorno o del continuo interrogarmi se sto facendo bene o male. È logorante. Ma è comunque un problema mio, evidentemente, e non loro.

Tutti sembrano sempre pronti a spiegare come educare e crescere i figli degli altri, soprattutto su internet: ci dai un consiglio su come evitare “i maestri di vita”?

Basta non andarli a cercare e dare retta alla voce interiore della mamma. Ben venga il confronto, trovo che sia utilissimo soprattutto tra le mamme, anche per condividere le apprensioni e i timori. Diffido però di chiunque voglia indottrinare.

Figli e social network: favorevole o contraria ai contenuti con i bambini?

Contraria per il semplice motivo che credo di non avere diritti sulle immagini delle mie figlie e non posso scegliere al posto loro. Credo che sia ingiusto esporle a qualcosa di cui non hanno nemmeno consapevolezza, a giudizi e curiosità altrui. Mi sembra una forma di protezione.

Sei mamma di due femmine. Quale messaggio vorresti lasciare loro per renderle adulti migliori?

Spero di riuscire a insegnare loro ad amarsi. Credo che sia il mio principale obiettivo, costruire una base sicura per la loro personalità. Ma quanto è difficile!

Daniela Farnese
Scrittrice, editor, sceneggiatrice e blogger. Ama i gatti, il vino e i lunghi viaggi con il cellulare spento. In primavera dorme moltissimo.
Uli Knörzer
Illustratore, ritrattista. Nel suo lavoro immortala e celebra la bellezza dei momenti transitori della vita quotidiana. Se non disegna le persone sulla carta, molto probabilmente si sta dedicando alle sue altre passioni: bere caffè o colpire palline gialle sulla rete di un campo da tennis nelle vicinanze.
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