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È l’ora del tè (da 5 mila anni)

01 . 03 . 2018 di Redazione

Il tè ha un primato: è una delle bevande più antiche della terra, ma rimane una delle più consumate, anche dopo 5 mila anni da quando è stato proposto per la prima volta. L’ora del tè è un rito che ha attraversato la storia: chi non ne apprezza una tazza fumante, soprattutto se servita con un bel servizio?

Un po’ di storia

Diversi popoli ne rivendicano la paternità, anche se le vere origini della bevanda sono ancora avvolte nel mistero. Secondo la leggenda cinese, è stato l’imperatore Chen Nung a scoprirlo. Gli indiani, invece, sostengono che fu Bodhidharma, figlio del re delle Indie, Kosjuwo, a diffondere l’uso del tè, apprezzato perché aiutava a mantenersi svegli e concentrati durante le meditazioni.

Sono tre i tipi di preparazione che hanno fatto la storia del tè: quello bollito, quello sbattuto e quello infuso, che corrispondono alle dinastie cinesi Tang, Sung e Ming. Nel IV secolo dopo Cristo, le foglie venivano pressate in blocchi. Per preparare il tè bisognava staccarne la quantità necessaria, frantumarla in un mortaio e farla bollire insieme a altri ingredienti, come zenzero, sale, buccia d’arancia, latte e, addirittura, cipolle. In alcune zone del Tibet, della Mongolia e dell’India, il tè si ottiene ancora in questo modo.

A partire dalla dinastia Ming, le foglie venivano fatte essiccare e poi lasciate in infusione in acqua bollente per qualche minuto. Questa tecnica ha raggiunto l’Europa nel 1632, ed è rimasta per molto tempo l’unica accettata per la preparazione del tè. Ancora oggi questo è il modo principale per ottenere una buona tazza fumante. Essenziale, ma preziosa, proprio come le tazze del set Lov Organic dal disegn finlandese di Ittala o il servizio Whittard Chelsea di Viva Scandinavia.

British Tea

Il tè è stato introdotto in Inghilterra nel 1657 da Thomas Garway, proprietario di una caffetteria londinese. Allora nessuno poteva immaginarlo, ma quella data segna l’inizio di una storia d’amore senza fine. I tè del pomeriggio, in Inghilterra, sono due. Uno è l’Afternoon tea, che si serve tra le quattro e le sei del pomeriggio, e durante il quale si mangiano dolci della tradizione come gli scones con panna, marmellata o crema e torte come la Victoria Sponge Cake o la Battenberg Cake (che è anche il dolce ufficiale della Casa Reale Britannica). Si accompagna anche con tartine salate a base di uova, prosciutto affumicato, salmone. L’High tea, invece, era il pasto serale della classe operaia e veniva servito tra le cinque e le nove di sera. Ed era molto più sostanzioso dell’Afternoon tea: si accompagnava all’insalata di prosciutto, al polpettone di carne o alle cotolette d’agnello con patate arrosto. È una tradizione che vive ancora, ma soprattutto nel Nord e nelle campagne, e solo la domenica e nei giorni festivi, quando sostituisce la cena.

Non si sa bene quando si cominciò ad aggiungere il latte. Sembra che versare un po’ di latte freddo, in realtà, fosse un espediente per evitare che le tazze si rompessero. E che servisse per non macchiare le preziose tazze in cui veniva servito. Che sia realtà o leggenda, chi ama la versione più british del tè non può rinunciare a servirlo nel set Whittard English Rose di Seletti.

il limone? L’unica cosa che si sa, al proposito, è che i cinesi non l’hanno mai usato. Se a voi piace, aggiungetelo nelle tazze del set Magpie Wellcome collection di KusmiTea, funzionali ed eleganti. 

I tipi

Che sia bianco, verde, verde-azzurro (Oolong) e nero, si tratta sempre di tè che proviene dalla stessa pianta. Ma che ha subito un trattamento diverso dopo la raccolta. Quello bianco è un tè molto raro e pregiato, ed è quello che viene lavorato meno: le foglie riposano all’ombra per qualche giorno, poi vengono essiccate. Si prepara con acqua a bassa temperatura, per preservarne l’aroma.

Per preparare il tè verde, le foglie vengono portate ad alte temperature: questo conferisce aromi di brezza marina, come nei tè verdi giapponesi Sencha e Matcha. Ha un basso contenuto di teina ed è perfetto per il pomeriggio e anche per la sera.

Il tè nero è fermentato, poi le sue foglie vengono fatte essiccare. Le qualità Ceylon e Assam ne sono due esempi, piacevoli sia al naturale che con un po’ di zucchero o miele, o anche con un goccio di latte o di limone. Questo tipo di tè spesso usato come base per quelli aromatizzati (anche se è possibile aromatizzare tutti i tipi di tè): una volta essiccate, le foglie sono irrorate con oli essenziali naturali ottenuti da fiori o frutta. Fra i tè neri, c’è anche quello affumicato: tra i più famosi, il Lapsang Souchong, che si accompagna bene al cibo o si prende nel pomeriggio.

Come prepararlo

Si comincia riscaldando la teiera con acqua calda. Poi occorre mettere un cucchiaino di tè per ogni ospite, più un altro «for the pot» e versare l’acqua bollente. L’infusione dura da 3 a 5 minuti. Chi aggiunge il latte, deve versarlo nella tazza prima ancora del tè, per non macchiare la tazzina (anche se qualcuno potrebbe liquidarlo come un gesto di cattivo gusto, che lascia intendere che la porcellana è scadente). Lo zucchero dovrebbe essere in zollette, anche se qualcuno preferisce i cristalli.

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