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Milano Fashion Week: Essence and Essentials

21 . 02 . 2018 di Margo Schachter

Per celebrare Milano e la Fashion Week, Rinascente ha realizzato una guida che non vuole essere un’agenda ma un magazine. Anzi, una serie di magazine. Non un articolo ma una vera e propria collezione di suggerimenti su cosa fare ma soprattutto su come vivere (e dove) durante la fashion week milanese.

Ci si accorge immediatamente che è iniziata la Milano Fashion Week. Come l’arrivo della primavera è segnata dall’arrivo delle rondini, a Milano migrano prima le modelle in giro con i loro book, poi i furgoni degli allestimenti e alla fine le auto blu parcheggiate in seconda fila. Il traffico si intasa di stilisti, buyer e giornalisti, per la strada le fashion blogger vanno a caccia degli scatti dei fotografi, tutto diventa vivo, glamour, frenetico. 
Milano è una delle capitali della moda e, in più, fra le “big four” è pure la più piccola. Questo significa che l’atmosfera della Settimana della Moda la si sente nell’aria, ed è facile viverla, mischiandosi alla tribù internazionale che gira attorno al fashion system – dalle prime sfilate del mattino, agli after party della notte.

Rise & Shine
Fashion breakfast

Milano si sveglia presto la mattina e comincia le giornate con un rito molto italiano: cappuccio&brioche. Fa parte del lifestyle cittadino quanto l’happy hour e lo sanno i brand dell’alta moda che si sono accaparrati due pasticcerie storiche in pieno Quadrilatero e lo sanno i nuovi bar in stile hipster – instagrammabili e instagrammatissimi.
La Pasticceria Marchesi, oltre alla sede storica in stile Vecchia Milano di Corso Magenta, grazie all’acquisizione da parte del gruppo Prada, ne ha già aperte altre tre; tutte belle come bon bon: una in via Montenapoleone, una al primo piano in Galleria Vittorio Emanuele, e la terza alla Fondazione Prada, il Bar Luce disegnato da Wes Anderson. La storica Pasticceria Cova in via Montenapoleone è diventata uno dei brand di LVMH e si è rifatta il look, mantenendo inalterato il suo fascino vintage e i clienti della Milano-bene in pelliccia che qui si fermano per un cornetto e un caffè al bancone. Sabato 24 prima della sfilata di Ferragamo in Piazza Affari che apre la giornata, saranno tutti lì in zona Quadrilatero, per la colazione del week-end.
Per incontrare l’esercito di influencer, bisogna cambiare zona e andare da Macha Cafè, a bere e fotografare verdissimi macha-latte e succhi detox dai colori pastello. I maniaci della qualità che vogliono fare uno sgarro alla dieta saranno invece a far la fila da Pavè, ripetendosi davanti ad un croissant magistralis che le calorie della mattina non ingrassano.

Midi Et Demi
Pausa pranzo light o di tradizione

L’ora della pausa pranzo a Milano dura appena 50 minuti, e questo vale sia per i manager in giacca e cravatta che per chi entra ed esce dalle sfilate. Bisogna essere veloci, star leggeri e tornare a lavorare. La moda del momento impone Buddha bowl, cucina vegana e avocado oppure andare da Soulgreen si mangia l’evoluzione healthy di quella che fu l’insalatona, in un bel locale di design. Per un pranzo vista Duomo, 100% Made in Italy c’è la Mozzarella di Bufala Campana DOC di Obicà, all’ultimo piano della Rinascente. In zona Tortona c’è il pokè hawaiano al The Botanical Club, con la sua giungla di piante e le vetrate luminose. Se siete stati alle sfilate di Gucci e Annakiki in via Mecenate, decisamente fuori mano, spostatevi in zona già all’ora di pranzo e andate alla Trattoria del Nuovo Macello – vera cucina milanese ben fatta, cosa oramai impossibile da trovare in città.

Sparkling Dusk
Pomeriggio relax e happy hour

Per prendersi una pausa di relax e ritrovarsi freschi come rose per la cena (e il dopocena), le Spa sono superate. Men’s only, meglio i barbieri che servono anche drink, come il Tonsor Club o il Gum Barber Shop (dove il barbiere è donna). Per le ragazze invece l’ultimo trend sono i brow bar per lo styling delle sopracciglia: The Brow Bar o da Plumes Lash&Brow. Pit-stop giusto in tempo per le 19 in cui “scatta l’ora aperitivo”.
Per bere bene non serve più spostarsi sui Navigli ma si può rivalutare la nuova zona Isola-Garibaldi. Si inizia con un calice di vino, ma solo naturale, da Champagne Socialist per poi andare sul rooftop. Milano non sarebbe Milano senza un indirizzo dallo stile internazionale: c’è la terrazza vista Duomo de Il Bar, all’ultimo piano della Rinascente per un drink suggestivo con wow-factor incluso, e il Ceresio 7, sul tetto del grattacielo di Dsquared2. Cucina italiana contemporanea, ambiente di design ma sopratutto uno fra i migliori bartender in città. E c’è anche la terrazza con piscina con vista sullo skyline: al tramonto non esiste nulla di più fico (per dirla alla milanese).

Couture Night
Cena al bistrot dell’hotel e Dopocena

I ristoranti stellati in città sono molti ma la passione per l’alta cucina si accompagna al comfort food. Piacciono i bistrot, come quello del Mandarin Oriental Hotel di Milano, tutto black/white e con la cucina dello chef due stelle Michelin Antonio Guida, il bistrot Bugandé negli spazi del boutique hotel Maison Borella, sui Navigli, e poi il bistrot del Bulk, firmato dallo chef Giancarlo Morelli all’Hotel Viu (l’hotel è nuovo, di lusso e i gruppi della moda prenotano spesso qui, rendendolo un place to be).

Per cenare con vista sulle guglie e sotto ad un tetto stellato, ad un passo dal Quadrilatero, si può salire all’ultimo piano della Rinascente e sedersi ai tavoli di Maio – cucina italiana contemporanea.

Gli afterparty più esclusivi della Fashion Week sono off-limits senza un invito, ma non è il caso di disperarsi. Le serate della Fashion Week prendono vita anche altrove, e non serve neppure prenotare. Tappa fissa, il Bamboo Bar dell’Armani Hotel, i locali come Hollywood&Co. in via de Toqueville, a un passo da Corso Como e ovviamente all’ultimo nato: Garage Italia, della coppia Lapo Elkann e Carlo Cracco. Per gli amanti dei motori, e della dolce vita alla milanese.

Margo Schachter
Food&lifestyle editor. Vede gente, mangia cose… legge, scrive e viaggia per passione o per lavoro, oramai ha smesso di chiederselo.
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