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Roma: le pizzerie imperdibili

10 . 05 . 2019 di Redazione

Alta o “scrocchiarella”, al taglio, in teglia, tonda, alla pala… Sono tanti e diversi i modi di gustarsi una buona pizza nella capitale anche se, è vero, a Roma la pizza di solito viene servita con la tradizionale base sottile, da sempre “rivale” degli impasti più corposi e del cornicione “importante”che si predilige a Napoli. Dalle ricette della tradizione fino ai prodotti più creativi e sperimentali che nascono da una maggiore attenzione alle materie prime (farine e ingredienti di qualità per topping e farciture) senza dimenticare dettagli importanti come cottura e tipologie di lievitazione: ecco le pizze da non perdere a Roma.

PZA, FOOD HALL RINASCENTE, VIA DEL TRITONE 61

Abbinamento originale quello fra le raffinate bollicine della Cantina Feudi di San Gregorio e la tradizione capitolina della pizza, classicamente bianca oppure farcita, per ogni occasione: diventa infatti spuntino, merenda, o pranzo in un ambiente chic e disinvolto. C’è davvero l’imbarazzo della scelta: fra le pizze al taglio le classiche (bianca, rossa, margherita, marinara) accanto a proposte più stuzzicanti come prosciutto e fichi, parmigiana, zucchine alla scapece e ricotta, filetto di tonno e pistacchi, gorgonzola, pere e noci. Fra le pizze ripiene, un classico filling “romano”, la mortadella, e poi abbinamenti golosi come ciauscolo e stracchino, roastbeef e senape leggera, scarola pinoli e uvetta,  pollo e peperoni. La selezione è infinita, gustosa, sorprendente, per una pausa speciale all’insegna del wine&dine italiano di qualità, per poi rituffarsi nello shopping di Rinascente!

SEU PIZZA ILLUMINATI, VIA BARGONI 10-18

Pier Daniele Seu è uno dei pizzaioli del momento: dopo la sua esperienza al Mercato Centrale, da poco più di un anno ha aperto un locale tutto suo, che è già un cult. Seu Pizza Illuminati si trova a due passi da Porta Portese, e il nome scelto dallo chef per la sua prima pizzeria “solista” è un po’ il suo simbolo: un pizzaiolo con una lampadina al posto della testa, come un Archimede Pitagorico dell’arte della pizza e dell’epoca dei lumi. In un ambiente informale ma di grande eleganza, fra marmi grigi e bianchi – su una parete campeggia la scritta al neon “In pizza we trust” – lo chef propone un armonioso ibrido fra pizza con il cornicione e pasta “scrocchiarella” in 22 ricette divise e tre sezioni: Certezze, Old School e Pizze Seu (le creazioni di Daniele). Fra le specialità, la “SANTO/rini” con fiordilatte, fiocco della Tuscia, filetto lardellato “Santoro”, gel di mandarini e erbe amare; la Margherita gialla, con “pacchetelle” di pomodorino giallo, provola affumicata e menta. Ci sono anche tante ricette vegetariane, oltre a soluzioni come la Scommessa vegana, con crema di cannellini al profumo di cumino, caponata di melanzane, zucchine, patate, mandorle e basilico.

EMMA, VIA MONTE DELLA FARINA 28/29

Da Emma si mangia una delle migliori pizze romane scrocchiarelle, in un locale moderno e scenografico, con pareti in pietra e un suggestivo lucernario. Il locale è stato aperto nel 2014 da Francesco Roscino, a due passi da Roscioli.  E il principale partner dell’impresa è proprio Pierluigi Roscioli, dell’omonimo e celebrato Forno, una vera istituzione a Roma che per Emma cura gli impasti delle pizze, usando solo farine biologiche di altissima qualità, sale grigio grezzo di Bretagna Bio, lievito fresco, olio toscano Castello di Monsanto, acqua di Roma. Nel menu ci sono anche le pizze “il monte della farina”, il cui impasto è fatto con una miscela di grano tenero bio del molino Iaquone, farro bianco bio del Molino Vecchino e sfarinata di grano saraceno bio. Dal menu, un classico: Pomodorini e Rughetta, con mozzarella vaccina Terra Roma, pomodoro datterino fresco e rughetta selvatica; e la pizza-omaggio allo chef Fulvio Pierangelini (due stelle Michelin), con mozzarella Terra Roma, broccoletti cime di rapa e capesante bretoni al profumo di mortadella.

GIULIETTA, PIAZZA DELL’EMPORIO 28

Ecco a voi l’ultima invenzione di Cristina Bowerman, la chef stellata dalle chiome multicolor, insieme a Fabio Spada: la pizzeria Giulietta, a Testaccio, un locale dall’appeal moderno che nasce con una missione precisa, quella di appianare tutte le dispute su quale sia la pizza più buona. Come? Sdoppiando il forno, e cuocendo separatamente la “tonda” napoletana, con la consulenza dei fratelli Salvo di San Giorgio a Cremano, e la romana, più croccante e sottile, con le indicazioni di Marco Lungo. Niente più litigi, dunque: si può gustare la propria pizza preferita, dalle ricette storiche a quelle più creative e originali, accomunate dal lungo processo di lievitazione dell’impasto e da prodotti stagionali di alta qualità. Fra le specialità napoletane: Papaccelle e conciato romano, con papaccelle sott’olio grigliate, conciato romano e fior di latte; la pizza fritta; la O’raù, con ragù napoletano, provola e scaglie di provolone del monaco. Fra le proposte romane: Estate a Roma, con fior di latte, fiori di zucca, crema di zucchine in scapece, alici impanate e fritte; Patate e baccalà, con crema di patate, baccalà, olive e capperi, fior di latte e olio al rosmarino.

FERMENTUM, VIA LEMONIA 214

Quello che colpisce della pizzeria Fermentum, gestita da un’impresa sociale con attenzione a un’economia più equa, è la location davvero unica: il locale è infatti situato in uno chalet con vista sul suggestivo del Parco degli Acquedotti, uno dei polmoni verdi della zona sud-est di Roma e parte del parco regionale suburbano dell’Appia Antica. Una location incantevole, set di molti celebri film, dalla Dolce vita a Mamma Roma fino alla Grande bellezza. Un’occasione imperdibile, quella di gustare una pizza gourmet davanti a un tramonto impareggiabile sui resti romani e sui pini secolari. La pizza è speciale tanto quanto lo scenario offerto: realizzata con lievito madre di 120 anni lievitato per 72 ore e impastato con 12 tipi diversi di farine rigorosamente bio, è preparata in modo accurato da chef esperti che creano abbinamenti inconsueti e sempre stuzzicanti; fra le specialità, la Zucca Gialla, con crema di zucca gialla all’arancia, pancetta piacentina, mozzarella; la Testun Occelli al barolo, con il famoso formaggio “ubriaco”, finocchiona Toscana , mozzarella; per chi ama i sapori forti, le pizze con la ‘nduja, fra cui la Fermentum con pomodoro, ‘nduja, peperoncino e pomodori freschi.

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