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Pizze gourmet: 5 ristoranti da provare

07 . 05 . 2018

È notizia di pochi mesi fa: la pizza napoletana è patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Oggi questa pietanza, che parla della nostra tradizione, sta diventando sempre più oggetto della creatività di celebri pizzaioli e chef. Il risultato? Straordinarie e fantasiose pizze gourmet che hanno fra i loro punti di forza ingredienti di altissima qualità, impasto digeribile e leggero, lievitazione lenta e farcitura da manuale. Con una particolare attenzione per i prodotti del territorio. Pizze creative che sono solitamente servite ‘a spicchi’ o, come si dice in gergo, ‘a degustazione’, in abbinamento a birre artigianali o vino e bollicine top quality. Abbiamo scelto cinque fra le pizzerie gourmet più buone e note d’Italia. 

PZA Rinascente, Food Hall di via del Tritone, 61 - Roma

La classica pizza come si mangia nella capitale, con un abbinamento inusuale, e moderno, le bollicine, grazie alle pregiate etichette della Cantina Feudi di San Gregorio. La pizza, sia farcita che bianca, è pranzo ma anche gustoso spuntino pomeridiano, fra una ‘sessione’ di shopping e l’altra, in un ambiente chic e disinvolto, all’interno della Food Hall di Rinascente. Al taglio o ripiena, si può scegliere fra innumerevoli varietà, dalle ricette classiche agli accostamenti più sfiziosi e inediti: ciauscolo e stracchino, peperoni ripassati e feta, filetto di tonno e pistacchi, baccalà e crema di ceci.

I Tigli, Via Camporosolo, 11 - San Bonifacio VR

Simone Padoan è considerato da molti il ‘padre’ della nuova pizza. Già dal 1994, a San Bonifacio, cittadina in provincia di Verona,  lo chef veneto aveva iniziato a sperimentare con farine, lievitazione e topping, aprendo la strada a una nuova generazione di pizzaioli. Padoan non definisce la sua pizza gourmet, ma ‘moderna’, e sottolinea l’importanza di lievitazione e abbinamenti. A ogni ricetta il suo impasto: croccante, soffice, alto o sottile. Ad esempio, la Margherita può essere croccante, a base di pomodoro San Marzano e burrata, ma anche soffice con nodini di fior di latte di Alberobello.

Percorsi di Gusto, Viale Croce Rossa, 40 - L'Aquila AQ

Marzia Buzzanca, un diploma di sommelier e una passione per il vino, conosce tutti i segreti per dar vita a una pizza gourmet impeccabile: lunga lievitazione, farine bio selezionate e materie prime d’eccellenza, in questo caso prodotti del territorio aquilano, che segnano anche la rinascita dopo il terremoto. Marzia ha riaperto la sua pizzeria fuori dalle mura della città, e fra le tante ricette propone la Pizza Paganica con lardo, burrata, cipolla rossa in carpione e petali di lavanda e la Pizza Aquilana con quenelle di ricotta e zafferano abruzzese DOP.

‘O Fiore Mio, Faenza (RA)

‘L’Italia in una pizza’ è il motto di O’ Fiore Mio, fondata da Davide Fiorentini. Le parole chiave in questo intimo ma luminoso locale sono passione, qualità delle materie prime e artigianalità. Valorizzando i prodotti freschi di stagione e quelli regionali o ‘antichi’, come il grano Gentil rosso, tipico romagnolo, e gli abbinamenti con olii EVO e vini d’eccellenza. Gli chef propongono la Bufalina, con mozzarella di bufala campana DOP, e la Parmigiana, a base di pomodoro, melanzane, mozzarella fior di latte, basilico e origano, con il Parmigiano Reggiano che completa la ricetta in maniera ineccepibile.

50 Kalò, Napoli

È l’impasto, soffice, leggero e altamente digeribile, il segreto di una buona pizza. E Ciro Salvo seleziona le farine migliori, a basso contenuto proteico, frutto di ricerca appassionata e sperimentazione, e le impasta a lungo e con tanta acqua. Da 50 Kalò (da kalos, che in greco vuol dire bello, ma anche buono, e 50, che nella smorfia partenopea corrisponde al pane, e quindi all’impasto buono) si usano ingredienti che variano con le stagioni, come i friarielli, i fiori di zucca o i pomodorini di Corbara, e condimenti d’eccellenza come l’olio EVO delle Colline Salernitane, la mozzarella di Bufala campana DOP o le acciughe di Cetara.

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