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Un weekend a Palermo, capitale italiana della cultura 2018

16 . 03 . 2018 di Redazione

Palermo è una città caleidoscopica. Con il suo groviglio di colori, suoni e odori, è in grado di ammaliare, stordire e catturare anche lo sguardo più scettico, che finirà per innamorarsi delle sue meraviglie. Quest’anno è il momento giusto per scoprire o riscoprire il capoluogo siciliano, diventato capitale italiana della cultura 2018. Fino alla fine dell’anno Palermo ospiterà una serie di eventi e manifestazioni che arricchiranno la proposta culturale già florida della città, come Manifesta 12, la dodicesima edizione della Biennale nomade europea di arte contemporanea nata ad Amsterdam, un movimento che attira professionisti e appassionati da tutto il mondo dai primi anni novanta.

Per i turisti che la visiteranno per la prima volta potrebbe tuttavia non bastare un classico elenco di hot spot da guida turistica della città. Innanzitutto sarà necessario un rapido compromesso con se stessi, e promettersi di lasciarsi andare, perdersi, entrare in contatto con l’estraneo accettando l’imprevisto.

Passando alla pratica, qual è il modo migliore per approcciarsi a questa magnifica creatura secolare? Da dove iniziare? Il tour ideale potrebbe prendere vita da uno dei suoi tanti centri: Piazza Verdi, dove si erge il magnifico Teatro Massimo, il più grande edificio teatrale lirico d’Italia che vale la pena di visitare in occasione di uno dei tanti concerti, opere o balletti in programmazione (www.teatromassimo.it). Questa piazza separa idealmente la città, dove a nord, lungo via della Libertà, si articolano i quartieri più recenti e moderni, mentre verso sud, lungo via Maqueda, si diramano i vicoli della città più antica, e si celano palazzi nobiliari splendidi ma anche in stato d’abbandono, avvolti tra le rovine di una guerra (quella mondiale, la seconda) non ancora del tutto alle spalle.

Ma è proprio via Maqueda quella che porta ai tesori della città. A pochi passi dal Massimo una piccola piazza, detta dei Quattro Canti, è splendida anticamera di uno dei salotti d’oro di Palermo, piazza Pretoria, con i suoi gioielli attigui: la chiesa di San Giuseppe dei Teatini, San Cataldo, Santa Maria dell’Ammiraglio e Santa Caterina, dove salire per godere del panorama dall’alto.

Basterebbe anche una sola mattinata trascorsa entrando e uscendo tra queste mura per giustificare il viaggio a Palermo. Queste opere, a distanza di pochi metri, sono una delle tante testimonianze di come l’arte a Palermo si sia mischiata, sovrapposta e condizionata nei secoli, convivendo in armonia. Alto medioevo, rinascimento e barocco, Italia, Spagna e Medio Oriente, geografia storia e stile si influenzano creando un risultato senza pari. Raccomandata vivamente: una visita notturna alla fontana della vergogna di piazza Pretoria. Pensata per una villa toscana, ha dovuto affrontare un doloroso trasloco già nel XVI secolo, durante il quale alcune statue furono danneggiate. Apprezzarla di sera, nel silenzio (sempre relativo in una città come Palermo) e le luci soffuse dei lampioni d’una volta, è come entrare in una favola senza tempo.

Spostandosi lungo via Vittorio Emanuele, è impossibile non incantarsi davanti ai cancelli dell’imponente Cattedrale, una struttura arabo normanna complessa e affascinante, che sorge a pochi metri di un altro dei grandi simboli della città, Palazzo dei Normanni. Qui è d’obbligo lasciarsi abbagliare dalla splendente cappella Palatina voluta da Ruggero II, ricoperta di mosaici che illustrano i racconti della Genesi e del Vangelo. Se l’immersione d’oro non vi è bastata fareste meglio a dirigervi verso Monreale, a pochi chilometri di distanza, dove il duomo è scrigno di alcuni dei più affascinanti mosaici bizantini a noi pervenuti. Entrare in questo duomo è come affacciarsi da una terrazza assolata a mezzogiorno senza dover aprire alcuna finestra. Illumina gli occhi e la mente.

Rimanendo nei dintorni di Palermo, per chi ama le passeggiate nella natura è d’obbligo il passaggio da Monte Pellegrino, il gigante che sormonta la città con le sue dolci curve che cadono a strapiombo nel mare. La vista regala forti emozioni a tutte le ore, ed è possibile scrutare i meandri della città così come scorgere l’azzurro acceso delle onde che bagnano la famosa spiaggia di Mondello.

Tornando a valle, magari nel frattempo vi è venuta fame, e prima di proseguire è necessario un piccolo spuntino. Se avete perso l’ora di punta del Mercato del Capo ed è tardi per sfoggiare il vostro migliori accento palermitano, l’Antica Focaccia San Francesco è un altro degli indirizzi storici del famosissimo street food palermitano. Entrate per ordinare una (femminile, mi raccomando) arancina con qualche panella, da mangiare passeggiando, giusto quel tanto per raggiungere Spinnato e ordinare un cannolo che vi rimarrà nel cuore. Un altro indirizzo gourmet utile visitando il centro di Palermo è via Roma 289, dove al quarto e quinto piano di Rinascente si trova la splendida Food Hall, location esclusiva dove pranzare o cenare con vista panoramica sulla città.

Orto Botanico

Esaurire i consigli su una città come Palermo non è facile, ogni angolo regala a modo suo un’esperienza senza paragoni. Di certo se la passeggiata a Monte Pellegrino vi ha lasciato ancora voglia di immergervi nel verde, l’Orto Botanico saprà saziare ogni curiosità riguardo il mondo naturale. Varcando la soglia del giardino sembra di entrare in una vera e propria giungla, dove abbandonarsi alla scoperta delle sue dodicimila piante rare che ricoprono i dieci ettari della sua estensione.

Se riuscirete a trovare l’uscita, prima di salpare verso altri lidi potreste avere la fortuna di presenziare ad uno degli spettacoli che periodicamente vengono organizzati all’interno di Santa Maria dello Spasimo. Che sia un film, un’opera teatrale o un concerto, la location farà la parte del leone: la chiesa infatti si presenta come un rudere senza tetto, tra le cui mura è nato un albero che con le sue fronde ripara ciò che il tempo ha distrutto. Una testimonianza di come meraviglia e bellezza a Palermo vincono su tutto, anche sull’ostilità del tempo.

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