Torino: i luoghi culturali da non perdere
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A Firenze per assaggiare la cucina toscana di lusso

11 . 02 . 2019 di Redazione
Torino: i luoghi culturali da non perdere

Firenze custodisce alcuni dei migliori ristoranti d’Italia, in luoghi di fascino e storia, antica e contemporanea, avvolti nel lusso: dal giardino di un’antica villa alla nuova food hall di Rinascente. Ecco alcuni degli indirizzi più esclusivi in città dove assaggiare una rielaborazione inedita e visionaria della tradizionale gastronomia toscana.

ToscaNino, food hall Rinascente, Piazza della Repubblica 4

È il progetto di Simone Arnetoli e Laura Tosetti, fiorentini DOC – che hanno saputo creare una dimora toscana nei loro ristoranti di Firenze e Milano – che dal 7 febbraio sono sbarcati nella cornice esclusiva di Rinascente in Piazza della Repubblica, a Firenze. Al quarto piano, che in questi giorni inaugura il nuovo reparto Luxury Woman, l’esclusivo ristorante vi propone un’esperienza gastronomica tutta toscana, oltre alla caffetteria dove per tutto l’orario di apertura del centro potrete fare una pausa e gustare le delizie tipiche della tradizione toscana. Nella Bottega, attorno all’area bar potrete scegliere tra un’accurata selezione dei prodotti artigianali del territorio. Al quinto piano vi aspettano l’enoteca e la terrazza, dove sorseggiare un buon calice toscano DOC o un cocktail rivisitato con distillati locali, come il gin di Prato e il vermouth toscano, ammirando la vista panoramica sui tetti fiorentini. Non perdete le serate di degustazione, per scoprire il meglio che la Toscana vi offre.

Enoteca Pinchiorri, via Ghibellina 87

L’enoteca più famosa del mondo si trova in pieno centro storico, in un palazzo settecentesco di grande fascino. È un indirizzo che foodie ed estimatori della grande cucina italiana conoscono bene. Fatevi coccolare dalla cucina dei dieci ristoranti tristellati d’Italia, che ha fatto la storia della cucina italiana, uno dei pochi al mondo ad aver preso, perso e poi riconquistato la terza stella. Una storia gloriosa di resilienza e determinazione. Alla sua guida, dagli anni Settanta, la nizzarda Annie Feolde, la prima donna a conquistare tre stelle Michelin in Italia, che con i suoi “stuzzichini” ha accompagnato per oltre tre decenni la selezione dei vini collezionati dal marito, il sommelier Giorgio Pinchiorri, grande appassionato e collezionista di vini. La sua cucina è l’evoluzione dei classici piatti della tradizione toscana, dal mitico soufflé di fegatini e brioche, alla zuppa di farro con gambero rosso avvolto nel prosciutto crudo con una foglia di alloro, fino ai pici con le briciole del pane. Un riconoscimento che condivide con il giovanissimo chef Alessandro Della Tommassina e Riccardo Monco, che da un quarto di secolo lavora all’enoteca.

Gucci Osteria da Massimo Bottura, piazza della Signoria 10

Polpo di Scena, Holy Cannoli, Taka Bun, Anche gli angeli mangiano fagioli. Hanno nomi creativi e un po’ irriverenti i piatti proposti da Gucci Osteria da Massimo Bottura, bistrot situato nel Gucci Garden, il museo dedicato all’heritage del brand che ha fatto la storia del lusso italiano. È all’interno del Palazzo della Mercanzia, che da solo merita una visita. Da Gucci Osteria ritroverete il glamour gastrofanatico dello chef che ha aperto il ristorante migliore del mondo, ma in versione luxury pop, condito dall’ironia del direttore creativo della maison Alessandro Michele. Addolcite il palato con un sorbetto di Spritz al pompelmo con macedonia, prima di proseguire con la vostra visita alla galleria, curata dal critico Maria Luisa Frisa.

Ora D'Aria, via dei Georgofili 11 R

Proprio dietro gli Uffizi, vicino alle antiche carceri, troverete un locale che è un invito alla trasparenza, con la sua cucina a vista “sulla strada e sulla sala”. Difende con onore una stella, ricevuta nel 2011. In cucina lo chef Marco Stabile con la sua inventiva unisce avanguardia e toscanità. Nel magico menù Giovane Firenze degusterete il coniglio lunare, un semifreddo di piccione, i riti della nonna toscana sotto le mentite spoglie di un uovo e una gallina. Il piatto simbolo del locale è l’Ultrapappa al pomodoro con gelato al basilico, una versione rielaborata di un grande classico della semplicità. L’olio toscano è il filo che unisce il menù dall’antipasto al dolce: lo troverete nello spaghettino con olio nuovo, Parmigiano Reggiano e pepe nero di Sarawak, fino all’Olio dolce, una crema di semolino, robiola gelato alle olive taggiasche. Se passate a pranzo troverete le tapas toscane con cui lo chef vi racconta l’essenza della sua cucina.

Il Palagio, Borgo Pinti 99

Al piano terra del palazzo della Gherardesca, tra chandelier e affreschi secenteschi, lo stellato del Four Seasons di Firenze viene considerato uno dei migliori ristoranti d’albergo del mondo. Merito della filosofia dello chef Vito Mollica, lucano d’origine e cosmopolita per vocazione, cultore della qualità delle materie prime con cui compone i suoi piatti ispirati. I suoi cavatelli cacio e pepe con gamberi rossi marinati e calamaretti spillo sono stati dichiarati piatto dell’anno 2013 e non ci si può esimere dall’assaggiarli. Il Palagio è un’attrazione irresistibile anche per i fiorentini, che vogliono concedersi una fuga esotica nelle sue sale sospese nel tempo o, con la bella stagione, rilassarsi nel giardino a bordo piscina. Passate per il brunch domenicale a degustare le creazioni mignon dello chef e la pantagruelica selezione di crudité, affettati e formaggi toscani.

La Leggenda dei Frati, Costa San Giorgio 6 A

Gli chef Filippo Saporito e Ombretta Giovannini, compagni di vita e di sperimentazione culinaria, hanno portato un’antica leggenda senese nel giardino di Villa Bardini, storica villa fiorentina restituita alla città da poco più di un decennio. Dal suo giardino potrete abbracciare con lo sguardo tutta Firenze, ammirando un panorama unico. Il giardino con la sua scalinata barocca, il bosco all’inglese e il frutteto con il suo pergolato di glicini, vi lasceranno sopraffatti. Proseguite il vostro viaggio nella bellezza visitando la villa, che ospita tutto l’anno eventi culturali e mostre d’arte. E poiché anche le papille vogliono la loro parte, esauditele. La Leggenda dei Frati è più un ristorante: è anche un laboratorio che reinventa la gastronomia toscana, partendo dagli ingredienti più semplici, come erbe, olio, pane e vino. Notevoli gli spaghetti di farro integrale alla chitarra con ragù di radici, mandorle e pesto alle erbe selvatiche, o il gambero rosso di Mazara del Vallo, oliva, nocciola, limone candito, spuma di patate e uova di salmone. E per chi ha meno di 25 anni c’è un menù speciale a 25 euro per rendere l’eccellenza più accessibile, anche ai giovani.

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